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SCIENZA E METAFISICA FRA DESCRIZIONE FENOMENICA E REALISMO ONTOLOGICO (MORTE E RESURREZIONE DELLA METAFISICA)

 

Lezione, ad introdurre un dibattito, tenuta dal Prof. Marcello Landi alle classi quinte del Liceo “Giorgio Spezia” di Domodossola, in preparazione all’esame di maturità, nel dicembre del 1996.

 

 

SCHEMA SINTETICO

 

1. Metafisica e scienza, dapprima legate, in età moderna sembrano opporsi, fino a che, in nome della scienza, si nega la metafisica.
2. Contemporaneamente, l’età moderna vede l’affermarsi di posizioni (gnoseologiche spesso, ontologiche talvolta) idealistiche, che sembrano più vicine alle esigenze della scienza.
3. Queste due linee trovano un esempio di intersezione nel Circolo di Vienna.
4. La posizione del Circolo non risulta sostenibile: la metafisica non può essere dichiarata insensata; risulta, anzi, utile alla stessa scienza. Ritorna anche in auge l’idea di verità come corrispondenza tra asserti e fatti.
5. Tra le metafisiche che si trovano ad aver contribuito allo sviluppo della mentalità scientifica, può essere citato il Tomismo, a titolo di esempio. Esso si trova pure ad aver sostenuto, in tempi non sospetti, la non dogmaticità delle teorie scientifiche. Pare anche aver delineato il metodo ipotetico-deduttivo
6. Oltre a ciò, i tomisti ritengono di disporre di una metafisica che, in quanto (ovviamente secondo loro) essenzialmente vera, risulta non solo compatibile con le scienze empiriche in generale (e con l’attuale stato delle scienze in ispecifico), ma anche capace di fondarne la validità del metodo di lavoro meglio di altre posizioni filosofiche sorte a rimorchio della Rivoluzione Scientifica e pertanto contingenti (l’allusione può riguardare le  filosofie di Cartesio, di Kant, dei Positivisti, ecc.).
7. Descrizione dei fenomeni e realismo ontologico non risulterebbero, insomma, contrari, essendo il Tomismo appunto una filosofia realista, bensì starebbero in rapporto di implicazione reciproca.

 

 

RELAZIONE

 

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